
Catania culla del volley, dalla fine degli anni 90 ha vissuto senza gloria. L’ultima A2 è della Playa nel 1999. Poi solo B2, fino all’azione coraggiosa di un gruppo unito e vincente: imprenditori ed ex colonne della pallavolo catanese, capeggiati dal presidente Giuseppe Gitto, hanno dato vita nell’estate del 2006 all’ASD Pallavolo Catania.
La squadra l’anno scorso ha partecipato al torneo di B1, facendo moto bene e centrando soprattutto un grande obiettivo: riportare il grande pubblico al palazzetto.
Nelle partite con Ostia e Massa, il Palacatania ha ospitato 3000 spettatori, un dato incredibile per la B1.
Adesso, un altro passo coraggioso voluto dalla società di via Oberdan: il ritorno in serie A con una squadra nuova e ambiziosa, ma soprattutto con una forte connotazione catanese e siciliana. Sono tantissimi infatti gli atleti etnei presenti nel roster. Molti di loro (come Desiderio o Trimarchi, solo per citarne alcuni), dopo vincenti esperienze nel nord Italia, sembravano non aspettare altro che la Pallavolo Catania si riappropriasse del suo ruolo nell’elite del volley italiano, per tornare a giocare dove avevano mosso i primi passi.
Sarà un anno avvincente, ricco di novità, ma anche legato alla tradizione perché l’ASD Pallavolo Catania è il naturale seguito della gloriosa Pallavolo Catania, vincitrice di uno scudetto, e la cui storia vogliamo riproporre in breve. A testimonianza del grande feeling fra Catania ed il volley.
Lo scudetto, dicevamo, scende per la prima volta al sud nel 77/78: la Paoletti di Carmelo Pittera ottiene una vittoria storica che fa letteralmente impazzire la città di gioia.
Al Palazzetto di Piazza Spedini ogni partita diventa più intensa, sabato dopo sabato e il tricolore più vicino.
Quell'anno lo scudetto arriva con largo anticipo sul previsto: su 22 partite la Paoletti ne perde solo una a Torino con la famosa Klippan di Lanfranco e chiude la stagione con otto punti di vantaggio sulla Federlazio, allora campione uscente.
La squadra gioca con un modulo spettacolare: in regia il ceco Koudelka e il catanese Toni Alessandro, con speciali compiti offensivi; al centro Concetti e Fabrizio Nassi, di mano l'indimenticabile Nello Greco, soprannominato "la pulce dell'Etna", con un’elevazione m. 1,20 e l'altro siciliano doc Antonio Scilipoti.
Appena la città ha sentito il traguardo vicino si è mobilitata con una massiccia rappresentanza di pubblico.
Dopo un altro anno di grande volley la squadra assume la denominazione di Torre Tabita (80/81) e di Pallavolo Catania (81/82), che retrocede in A2 . Poi il ritorno in A1 nella stagione 85/86 con la denominazione di Acqua Pozzillo Catania alla cui guida ottiene prestigiosi risultati un tecnico bravo e apprezzato dal mondo del volley: Niki Lo Bianco.
La squadra formata da Badalato, Ninfa, Dall'Olio, Scilipoti, Squeo,Wagner si piazzerà a metà classifica e negli anni a venire, fino al 91/92, conserverà sempre un posto nell'olimpo dell'A1. Si alterneranno ottimi giocatori, tra cui Conte, Kantor, Mantovani, M. Ninfa, Castagna, Arcidiacono , La Rocca, Vivenzio, Smario e l'argentino Ribeiro , atleti che hanno dato tanto lustro alla città.